Progetto formativo

Requisiti

Con i nostri Collegi vogliamo promuovere l’ospitalità e l’accompagnamento educativo di studenti universitari fuori sede. Desideriamo che l’esperienza di vita in Collegio, nel rispetto delle diverse sensibilità e storie personali, possa essere un ambito di maturazione umana e cristiana, di approfondita formazione culturale e civile nonché di crescita nella responsabilità. Il progetto formativo traccia le linee guida che orientano il lavoro nei Collegi e si rivolge a studenti, educatori (direttori, assistenti spirituali, tutor) e collaboratori, ciascuno per le proprie responsabilità e competenze.

La responsabilità personale​

Con l’esperienza del Collegio, vogliamo creare una comunità animata da una cultura della responsabilità personale e capace di formare una volontà libera, consapevole e rispettosa delle diverse singolarità. Per questo riteniamo indispensabili il rispetto delle regole, l’accettazione e l’assunzione volontaria di limiti e obblighi reciproci, nonché l’assunzione delle responsabilità personali e collettive in vista del bene comune. ​

La Vitalità Relazionale​

Il Collegio vuole essere un contesto capace di favorire esperienze soggettive significative, realizzabili nella creazione di legami autentici, che avviene attraverso tempi per l’incontro e il dialogo, l’ascolto e il confronto. Nei legami reali si diventa capaci di cercare l’incontro con l’altro. Per questo pensiamo il Collegio come un’occasione propizia per creare nuovi legami affettivi e di pensiero. Vivere in Collegio è abitare un tempo e uno spazio condivisi, nei quali imparare a costruire una rete di relazioni autentiche, che aiutino a riscoprire il senso di una comunità.​​

L'espressione della fede

La relazione che ci guida nella ricerca del senso della vita e alla conoscenza del mistero dell’esistenza, in un’ottica evangelica, è la relazione con la persona di Gesù di Nazareth, vero luogo dell’incontro con Dio.​​

La vivacità culturale

Pensiamo il collegio universitario come un ambiente culturalmente vivace e stimolante, che aiuti a diventare protagonisti attivi del sapere acquisito. La vivacità culturale si fonda sul desiderio di conoscere. Un desiderio di conoscenza che si manifesta nell'iniziativa personale, nella curiosità, nella capacità riflessiva, nell'originalità, nell'autonomia decisionale. Un ambiente culturalmente vivace stimola e sostiene la serietà e l’impegno nello studio, ma anche la determinazione e la forza di volontà per portarlo a termine. ​

Ricerca spirituale

Siamo convinti che la dimensione spirituale dia senso e spessore alla vita, e che appartenga ad ogni persona. Con l’incontro e il confronto individuale e collegiale ci proponiamo di sviluppare questa consapevolezza e di far comprendere che il coltivare la dimensione spirituale rende completa la nostra umanità. L’ingresso nella dimensione spirituale è il desiderio di ascoltare la nostra parte più intima, il luogo dove incontrare sé stessi. In questo luogo nascosto, nascono quelle domande esistenziali che non possiamo ignorare. Far maturare il desiderio di trovarne le risposte è ciò di cui si preoccupa la comunità che vogliamo animare.​

La metodologia

Pensiamo di conseguire i fini che sottendono lo stile del nostro Collegio:

Gli strumenti

Per l’attuazione del Progetto, ogni Collegio della Fondazione sceglie quegli strumenti concreti che meglio ne esprimono l’identità.
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COVID-19

contributi ricevuti nel 2020

    • Decreto DL. 34/20 art. 25 € 56.100
    • Decreto DL 137/20 art. 1 € 84.150

 

  • Decreto DL 104/20 art. 59 € 3.965

Con questi contributi la Fondazione La Vincenziana è stata in grado di finanziare:

  1. gli sconti agli utenti;
  2. l’attuazione dei i protocolli per la gestione dell’accoglienza in sicurezza;
  3. i costi extra derivate dalle quarantene.

La nostra storia

La Fondazione La Vincenziana rientra tra le attività della Diocesi di Milano.

La sua costituzione risale all’11 maggio 1934 come ente ecclesiastico e al 18 maggio 1935 come ente civilmente riconosciuto, ad opera del Cardinale Alfredo Ildefonso Schuster il quale le attribuì il “fine essenziale della assistenza religiosa ai giovani operai che non hanno famiglia a Milano”.

In quell’epoca, infatti, molti giovani provenienti da paesi rurali della Lombardia e di altre zone d’Italia trovavano lavoro a Milano dove però rischiavano di “perdersi”; a loro, perciò, veniva offerta dalla Fondazione l’accoglienza in un Pensionato, diretto da un sacerdote, dove potevano trovare un clima familiare, un aiuto ad affrontare le difficoltà della vita lontana da casa e una guida per crescere nella fede.

Negli anni ’70 l’attività della Fondazione si è ampliata con la gestione di alcuni Collegi per studenti universitari nella città di Milano e con quella di diversi Pensionati per lavoratori fatti costruire dalla Fondazione Opere Sociali della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde per ospitare i lavoratori immigrati provenienti dal Sud Italia.

Attualmente le strutture di accoglienza che fanno capo alla Fondazione sono:

  • Collegio Universitario San Paolo
  • Collegio Universitario San Filippo Neri
  • Casa Universitaria Bertoni

La Fondazione, ente senza fine di lucro, è amministrata da un Consiglio formato da cinque persone (un presidente e quattro consiglieri), nominate dall’Arcivescovo, e ha sede in piazza Fontana 2 a Milano.